Sinistra Digitale | Libri





Sinistra Digitale. La Sinistra 2.0

sinistra / libri

Santo Peli, Storia della resistenza in Italia, Einaudi, 2005

Questo è un libro essenziale e perfetto per chi vuole avvicinarsi al fenomeno della Resistenza, alla sua nascita, alla sua evoluzione. In poco più di 220 pagine Santo Peli, storico e docente di Storia contemporanea all'Università di Padova, inquadra il fenomeno della resistenza nel biennio che va dall'8 settembre del 1943 alla liberazione. Ricco di spunti, numeri, citazioni, scritto con estrema cura e semplicità, senza enfasi e con dovizia di fatti e di interpretazioni, il volume - da poco dato alle stampe da Einaudi - rappresenta una perfetta sintesi del movimento della Resistenza. Ne emerge un quadro complesso, articolato, dove si invita a riflettere il lettore su molteplici questioni: il rapporto fra partiti politici e CLN, la differenza fra bande partigiane politiche e quelle di derivazione militare, i rapporti con gli alleati, la fase di formazione dei partiti di massa che ebbero proprio nella resistenza la prima occasione di "reclutamenti di massa", il variegato mondo dei militari dell'Esercito che dopo l'8 settembre scelsero di non aderire alla RSI e furono deportati in Germania. Un libro suggestivo. Uno splendido modo per avvicinarsi e interessarsi della Resistenza.

#top

Nuto Revelli, Le due guerre. Guerra fascista e guerra partigiana, Einaudi, 2003.

Nuto Revelli (Cuneo 1919-2004) appartiene a quella schiera di partigiani che provenivano dall'Esercito italiano e che formeranno le bande partigiane di derivazione non "politica" (cioè di non diretta emanazione dei partiti antifascisti, in particolare del PCI e del Partito d'Azione). Questi militari - moltissimi ufficiali tra cui Revelli - dopo l'8 settembre raccoglieranno le armi e organizzeranno formazioni militari pronte ad uno scontro di lungo periodo, con uno spirito e una motivazione di "discontinuità" (cfr. Santo Peli, Storia della Resistenza in Italia, Einaudi, 2005, pag. 30) non solo verso il fascismo ma anche verso l'inefficienza e la disorganizzazione delle strutture militari. Revelli fu protagonista della tragedia russa e di questo racconta nelle fantastiche e drammatiche pagine centrali del libro. La lenta e inesorabile consapevolezza di avversare il fascismo e di divenire un partigiano viene descritta nella seconda parte del libro. In realtà questo volume raccoglie un ciclo di lezioni che fece Nuto Revelli all'Università di Torino. Come al solito, accanto agli innumerevoli dati scritti, Revelli fa emergere le fonti della tradizione non scritta, quella che più efficacemente viene chiamata "storia orale". Revelli ne è un autore imprescindibile, dato che durante e dopo la guerra raccolse centinaia di testimonianze, di cui oggi fortunatamente rimane traccia.

#top

Carla Capponi, Con cuore di donna, Edizioni Net, 2000.

Donne e Resistenza, un capitolo di ricerca ancora aperto ma che inevitabilmente porta ad escludere da un ruolo primario quello delle donne nel biennio 1943-1945. Chiamate a svolgere ruoli secondari e tradizionali, anche nei casi in cui venivano regolarmente a far parte di bande partigiane. Un po' diverso fu l'apporto femminile nella Resistenza nelle grandi città. Carla Capponi (1918-2000) di questo ne è stata un valido esempio, dato che partecipò direttamente all'attentato in Via Rasella. Carla Capponi fece parte dei Gap di Roma insieme ad altre donne come Marisa Musu e Maria Teresa Regard. Il libro racconta di quegli anni, dell'essere partigiani a Roma e di far parte dei Gap, di Via Rasella e delle Fosse Ardeatine, di tanti altri episodi, dell'essere donna, comunista e partigiana. Per non dimenticare. Un libro commovente.

#top

Franco Basaglia, L'Utopia della realtà, 2005, Einaudi.

Non è casuale che questa raccolta di scritti di Franco Basaglia esca a venticinque anni dalla sua scomparsa. Infatti, in questi ultimi anni la destra al governo ha tentato di mettere in discussione la legge 180 del 1978 (detta appunto "Legge Basaglia" perché ispirata nei suoi principi dall'analisi teorica e dalle sperimentazioni introdotte da Franco Basaglia negli anni settanta), che portò al superamento del manicomio e alla modifica dei servizi di salute mentale in Italia. Il valore della libertà di ciascun uomo è il punto di partenza scientifico e politico di Basaglia, che lavorerà tutta la vita per costruire in pratica e per creare i presupposti culturali per un servizio pubblico in cui non debbano essere pagate, al prezzo della libertà, le tutele e le cure di cui una persona sofferente può avere bisogno. Una raccolta, dunque, di scritti utile e, al tempo stesso, complessa e articolata, non solo perché buona parte degli articoli in essa contenuti, inevitabilmente, porta con sé analisi e riflessioni "tecniche", ma anche e soprattutto per il pensiero di Franco Basaglia che si inserisce nel vivo del dibattito politico, filosofico e culturale di quegli anni. Centrale è, ad esempio, il saggio introduttivo, contenuto in questa raccolta, al volume Crimini di pace. Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici come addetti all'oppressione, che contiene un dialogo fra Basaglia e il filosofo francese Jean Paul Sartre e che investe riflessioni sul ruolo del potere, degli intellettuali e dei tecnici, della politica e della cultura. Da questo punto di vista fondamentale per avvicinarsi alla figura di Basaglia e alla sua elaborazione è certamente la splendida (e appassionata) introduzione (una sorta di libro nel libro) di Maria Grazia Giannichedda, che con Basaglia collaborò da giovanissima. Indispensabile per chi non conosce bene il pensiero e la complessità di Basaglia. La raccolta di scritti (curata, invece, dalla moglie di Basaglia, Franca Ongaro, di recente scomparsa) è stata presentata alla Villetta in novembre in un convegno organizzato dai DS della Garbatella e dall'associazione "180 amici", alla presenza di Maria Grazia Giannichedda.

#top

Filippo Gentiloni, Il silenzio della parola, Claudiana, 2005.

"Sono cambiati i tempi e le culture, ma la parola non ha mai cessato di essere al centro della società e dei rapporti umani. Sempre al potere, sempre nella stanza dei bottoni. Anche nelle società primitive, ben prima del capitalismo e della borghesia, quando la parola ha sostituito sempre più il potere delle armi. E si è sempre più apparentata con il potere del denaro. Così per secoli, più o meno dappertutto: chi parla comanda, gli altri ascoltano…Ai giorni d'oggi, tranne eccezioni, le parole sembrano polvere, sabbia. Sia per il loro valore -scarso- sia, forse soprattutto, per la loro quantità. Un fiume in piena, una vera inondazione. La televisione, più ancora della radio. Per non parlare della carta stampata: è sufficiente dare un'occhiata alle edicole dei giornali per rendersi conto di quale invasione di parole ci inondi ogni giorno…Con l'aumento della quantità, inevitabile un calo della qualità. Una sorta di inflazione di parole moltiplicate, ripetute, al vento. Parole che non significano più quasi niente. Soprattutto non comunicano. La parola in grado di comunicare, infatti, suppone quel rapporto io-tu che sta scomparendo nel fiume di parole che ci inonda". Così lo stesso Filippo Gentiloni, giornalista e scrittore, inquadra e sintetizza il suo ultimo libro. Una riflessione, come al solito con un'impostazione in cui l'autore esalta le domande e gli interrogativi e accenna (sempre con un approccio problematico e riflessivo, mai carico di certezze) ad alcune possibili risposte, sulla crisi della nostra società, che è anche crisi della parola e della comunicazione. Un sintetico viaggio riflessivo in cui Gentiloni ci invita a riflettere, a pensare alle grandi contraddizioni del nostro tempo e alla crisi della parola, quindi anche della politica e della stessa religione.

#top

Luciano Canfora, Critica della retorica democratica, Laterza, 2002.

Un libro utilissimo da riscoprire di questi tempi. Mentre gli USA "esportano" la democrazia usando la forza del proprio apparato militare e politico in Iraq, mentre la stessa democrazia e la sua stessa essenza entrano in corto circuito allorchè, vigendo un sistema e regole democratiche, al potere arrivano movimenti o partiti dalla connotazione marcatamente anti-democratica (basti pensare alle recenti vittorie in Egitto e in Palestina di formazioni integraliste religiose), mentre in Italia si pone ormai da tanti anni il problema di come si costruisce il consenso e delle pericolose derive e contraddizioni insite nel fatto che il Presidente del Consiglio sia al tempo stesso il padrone di un vasto impero mediatico ed economico, Luciano Canfora mette a nudo i limiti della "democrazia realizzata" e invita alla ragione critica nell'epoca del pensiero unico. Un saggio ricco e appassionante, ricco di citazioni, di spunti e riflessioni critiche. Dal processo a Socrate ai giorni nostri, un viaggio nei limiti e nelle contraddizioni di quello che è universalmente (o quasi) ritenuto il migliore dei sistemi possibili.

#top

Paolo Sylos Labini, Un paese a civiltà limitata, Laterza, 2002.

Paolo Sylos Labini è scomparso da alcune settimane. Il modo migliore per ricordarlo e avvicinarsi al suo pensiero e alle sue riflessioni è questo piccolo volume che contiene un'intervista curata dal giornalista de "la Repubblica" Roberto Perrini, fatta a Sylos Labini nel 2001, dove emerge anche e soprattutto l'impegno e la passione politica e civile di uno dei più grandi economisti italiani di tutti i tempi. Un'atto di accusa, lucido e spietato, contro la crisi della società e della politica italiana, crisi che è culturale e morale. Tuttavia,l'autore non si limita ad indicare le ragioni della crisi italiana ma vede nell'etica la via d'uscita per un paese ancora a "civiltà limitata". Non esiste - è questa la dura accusa di Sylos Labini - una società civile migliore, da contrapporre alla politica; la politica è lo specchio fedele di quello che si muove nella società; più etica e più senso della responsabilità nella società e nel paese, questa in sintesi la ricetta di Sylos Labini, aspramente e duramente avversario della destra e di Berlusconi, ma anche - e giustamente - critico verso l'evoluzione della sinistra italiana. Una linea di riflessione che parte da lontano (Salvemini, Gramsci) e arriva ai giorni nostri.

#top

Naom Chomsky, Michel Foucault, Della natura umana. Invariante biologico e potere politico, DeriveApprodi, 2005.

Un testo storico, un classico del pensiero alternativo del Novecento. Questo libro, edito in Francia nel 1994, finalmente tradotto in Italia con una serie di saggi in appendice, è il frutto di una conversazione (pubblica) tra il famoso linguista americano Noam Chomsky e il filosofo francese Michel Foucault, avvenuta nel lontano 1971 in Olanda. Tema del dibattito era il problema della natura umana, del potere, di una società giusta. Prospettive, analisi e approcci metodologici estremamente diversi convergono verso una critica forte ai sistemi di potere, alle strutture di asservimento e dominio oggi esistenti.

#top